Genesi vi augura buone feste!

Questo è stato un ottimo anno per Genesi, e anche per il nostro blog!

Ringraziamo ogni singolo lettore, e anche ogni nostro cliente, per quest’anno passato assieme! A testimonianza di ciò, vi mostriamo alcune testimonianze di alcuni nostri clienti decisamente soddisfatti dai servizi Genesi.

A. Roberta, di Livorno, valuta con il massimo dei voti l’assistenza tecnica e telefonica, ed è pienamente soddisfatta del suo prodotto, installato nel 2006

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B. Loretta, di Livorno, lascia questa dichiarazione:

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Ringraziamo tutti voi, e vi auguriamo un felice Natale e un buon 2018!

Se anche tu vuoi diventare un cliente soddisfatto Genesi, contattaci per ulteriori informazioni  e per prenotare una consulenza senza impegno a casa tua.

L’acqua sostiene le tue ossa

Caratteristiche e funzioni delle ossa

Le ossa sono organi duri, formati prevalentemente da tessuto osseo, che a seconda della struttura si distingue in compatto e spugnoso. Hanno colore variabile con l’età dell’individuo (biancastro nell’infanzia, avorio nell’età adulta, giallastro nella vecchiaia), consistenza diversa in rapporto alla quantità di tessuto osseo presente. Essendo molto elastiche, le ossa sono in grado di resistere a sollecitazioni meccaniche di notevole entità e di svolgere quindi una funzione protettiva nei confronti di organi più delicati, come cuore e polmoni ospitati nella gabbia toracica, cervello e midollo spinale alloggiati nella scatola cranica e nel canale vertebrale. Se però le sollecitazioni meccaniche sono d’intensità tale da superare le capacità di resistenza alle deformazioni dell’osso, questo può subire una frattura.

Acqua e ossa

L’acqua svolge un ruolo prezioso in diverse fasi della nostra vita. In tutti quei casi, in particolare, di carenza o bisogno di calcio. Dunque, nei periodi di crescita dell’organismo nei più giovani, per la donna in gravidanza, durante l’allattamento e in menopausa, per gli anziani e gli sportivi.

Lo introduciamo nell’organismo attraverso gli alimenti, a cominciare dal latte e dai suoi derivati.  Ma non sempre ne assumiamo abbastanza. Perché non sempre latte e suoi derivati vengono consumati nelle giuste quantità. A causa di intolleranze, come quelle nei confronti del lattosio, o per motivi di “linea”, considerato il contenuto mediamente elevato di grassi. Si assume meno calcio inoltre anche con l’avanzare dell’età e con l’insorgere di malattie croniche, come ipertensione o malattie cardiache, per le quali si rende necessaria un’alimentazione priva di grassi, con poche calorie e a basso contenuto di sodio. Diabete, ipertiroidismo e iperparatiroidismo, così come una prolungata assunzione di cortisonici, sono alla base di una pesante interferenza con il normale metabolismo del calcio, che provoca una perdita importante di questo elemento.

Per tutti questi motivi, un ruolo di supplenza importante è quello che le acque ricche di calcio possono giocare. Sempre però che siano contemporaneamente povere di sodio. L’assorbimento frazionale del calcio contenuto nelle acque calciche è stato dimostrato essere assolutamente biodisponibile.

Calcio biodisponibile
Non basta che sia semplicemente presente. E’ importante che sia biodisponibile, cioè che il calcio una volta introdotto attraverso l’acqua non venga eliminato, ma assorbito dall’organismo. Ed è una garanzia, questa, che può essere offerta solo dalle acque minerali che riportano sull’etichetta la scritta “calcio biodisponibile”. Questo tipo di acque, nei casi di lieve carenza, integrano il calcio che si assume normalmente con formaggi e latticini, senza un aumento delle calorie introdotte.

Fonte: [https://www.hydrationlab.it/categoria/acqua-benessere-salute/acqua-ossa]

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Questo articolo ha solo scopo informativo e non ha valore medico, si consiglia la visita con un esperto per valutare le proprie abitudini alimentari

Il ruolo dell’acqua nell’attività fisica

L’attività fisica comporta un incremento del dispendio energetico accompagnato da una maggiore produzione di sudore. La conseguente alterazione del bilancio idrico è estremamente importante sebbene spesso ci si concentri solo sul dispendio calorico.

Le perdite idriche, se non adeguatamente compensate, determinano riduzione di acqua in tutti i compartimenti dell’organismo, in particolar modo quello circolatorio. L’integrazione con zuccheri, vitamine e minerali è secondaria in quanto bevande sbilanciate possono ritardare notevolmente la reidratazione dei tessuti, l’acqua è quindi la bibita migliore da scegliere.

L’acqua ha un ruolo fondamentale nell’attività fisica, ecco alcuni consigli:

  1. Preidratazione: bere circa ½ litro di acqua 2 ore prima dell’inizio dell’attività fisica aumenta il passaggio dei nutrienti e dei liquidi dallo stomaco all’intestino. L’acqua ozonizzata migliora le funzioni della flora batterica intestinale e promuove degli effetti sistemici sull’organismo, come il miglioramento delle difese immunitarie e della resistenza fisica.
  2. Attività fisica di bassa intensità: per reintegrare le perdite idriche sarebbe meglio prediligere l’acqua alle soluzioni zuccherine, bevendo poco e spesso. Indicativamente il consumo di acqua consigliato per questo tipo di attività (1 o 2 ore) è compreso tra i 400 e i 600 ml. Un bicchiere di acqua ozonizzata prima dell’attività incrementa la vitalità fisica, mentre un bicchiere di acqua alcalina a fine attività aiuta a combattere i radicali liberi in eccesso.
  3. Attività fisica intensa: è consigliato reintegrare i sali minerali persi con il sudore. L’acqua andrebbe assunta a temperatura ambiente e distribuita equamente (150/200 ml ogni 15 min). L’acqua alcalina aiuta inoltre ad eliminare l’eccesso di acido lattico generato durante l’attività fisica.
  4. Dopo l’allenamento: per idratare l’organismo è necessario bere una quantità di acqua pari al 25/50% in in più rispetto al sudore perso. L’acqua alcalina e i cibi alcalinizzanti ripristinano l’equilibrio acido-base del corpo. L’acqua ozonizzata, lontano dal pasto, fornisce il giusto apporto di ossigeno ai tessuti, favorendo il riequilibrio muscolare.

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Questo articolo ha solo scopo informativo e non ha valore medico, si consiglia la visita con un esperto per valutare le proprie abitudini alimentari