Lavare non è mai stato così comodo

Ècomodo è il nuovo dispositivo ecologico per uso domestico che ti permette di detergere,
senza l’utilizzo di prodotti chimici, i tuoi capi in modo specialistico e del tutto naturale.
Ècomodo utilizza una tecnologia all’avanguardia che miscela l’acqua in entrata con ossigeno attivo e nanoparticelle in argento, promuovendo un effetto globale antibatterico e antifungino. L’acqua così trattata permette di lavare i vestiti in modo pulito e di abbattere la carica batterica presente sui vestiti, senza lasciare alcun residuo di detersivo.

Un profumo che dura a lungo

Una problematica che ricorre molto spesso dopo aver fatto il bucato è la presenza dei
cattivi odori, nonostante l’uso a monte di prodotti chimici. Questo accade perché i profumi sintetici contenuti nei detergenti nascondono gli odori ma non li eliminano, oltre ad avere effetti irritanti per la pelle e le mucose. Al contrario, l’Ossigeno Attivo ossida le molecole chimiche, che sono percepite come odori, e di conseguenza le disattiva.

La nuova metodologia detersiva di Ècomodo, deodora i tessuti emanando sempre profumo di fresco e di pulito. L’Ossigeno Attivo agisce alle basse temperature quindi evita qualsiasi rischio di proliferazione batterica, andando quindi oltre l’aspetto della semplice detersione. Il lavaggio con Ècomodo garantisce una vita più lunga ai tuoi capi. E’ stato stimato che la vita dell’indumento può essere estesa del 25%, soprattutto grazie alla riduzione di temperatura, dei cicli di lavaggio e pertanto dei prodotti chimici, tutti fattori che nel tempo danneggiano i tessuti.

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Acqua: l’oro blu

L’oro blu: la battaglia per l’acqua

Il 71% della superficie terrestre è coperto da acqua, di cui il 97% è salata, il rimanente 3% è acqua dolce proveniente da ghiacciai e nevi perenni (68,9%), falde sotterranee (29,9%) e acque superficiali (1,2%); solo l’1% è acqua accessibile per uso umano.

Il 70% del prelievo mondiale di acqua dolce è destinato all’agricoltura, il 18% all’industria e il 12% all’uso domestico. Secondo la Regione Lombardia (2006), nell’utilizzo medio italiano il 18% è destinato all’uso domestico, il 19% a quello industriale, il 50% a quello agricolo e il 13% alla produzione energetica. I prelievi si riferiscono alla sorgente e non sono correlabili all’acqua effettivamente consumata. Il settore domestico riguarda gli usi familiari e municipali, inclusi quelli commerciali e statali; il settore industriale include l’uso dell’acqua per il raffreddamento degli impianti e per la produzione; l’uso agricolo comprende irrigazione e allevamento.

Fonte: [http://www.treccani.it/enciclopedia/l-oro-blu-la-battaglia-per-l-acqua_%28XXI-Secolo%29/]

Popolazioni all’asciutto

Moltissimi sono i paesi a dover fronteggiare il problema dell’acqua, anche tra i più insospettabili (per citarne alcuni: Israele, India, Cina, Bolivia, Canada, Messico, Ghana e Stati Uniti). Tuttavia, le popolazioni che maggiormente vivono la crisi dell’acqua, e in cui la risorsa idrica scarseggia maggiormente, sono proprio le più povere, appartenenti principalmente alle nazioni dei cosiddetti Terzo e Quarto Mondo. Un rapporto sullo sviluppo delle risorse idriche delle Nazioni Unite (WWDR– World Water Development Report), da cui questo articolo prende spunto, segnala che addirittura il 50 per cento della popolazione che vive nei paesi in via di sviluppo è esposta ad acqua inquinata.

Le cifre parlano di almeno un miliardo e mezzo di persone che soffrono la sete e non hanno accesso all’acqua pulita. Numeri allarmanti, soprattutto se si pensa che gli esperti ritengono che nel corso di questo secolo siano destinati a incrementarsi drasticamente. Già oggi la scarsità d’acqua è un problema da non sottovalutare, che coinvolge numerosi popoli e che causa una serie incredibile di conseguenze.

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