L’acqua sostiene le tue ossa

Caratteristiche e funzioni delle ossa

Le ossa sono organi duri, formati prevalentemente da tessuto osseo, che a seconda della struttura si distingue in compatto e spugnoso. Hanno colore variabile con l’età dell’individuo (biancastro nell’infanzia, avorio nell’età adulta, giallastro nella vecchiaia), consistenza diversa in rapporto alla quantità di tessuto osseo presente. Essendo molto elastiche, le ossa sono in grado di resistere a sollecitazioni meccaniche di notevole entità e di svolgere quindi una funzione protettiva nei confronti di organi più delicati, come cuore e polmoni ospitati nella gabbia toracica, cervello e midollo spinale alloggiati nella scatola cranica e nel canale vertebrale. Se però le sollecitazioni meccaniche sono d’intensità tale da superare le capacità di resistenza alle deformazioni dell’osso, questo può subire una frattura.

Acqua e ossa

L’acqua svolge un ruolo prezioso in diverse fasi della nostra vita. In tutti quei casi, in particolare, di carenza o bisogno di calcio. Dunque, nei periodi di crescita dell’organismo nei più giovani, per la donna in gravidanza, durante l’allattamento e in menopausa, per gli anziani e gli sportivi.

Lo introduciamo nell’organismo attraverso gli alimenti, a cominciare dal latte e dai suoi derivati.  Ma non sempre ne assumiamo abbastanza. Perché non sempre latte e suoi derivati vengono consumati nelle giuste quantità. A causa di intolleranze, come quelle nei confronti del lattosio, o per motivi di “linea”, considerato il contenuto mediamente elevato di grassi. Si assume meno calcio inoltre anche con l’avanzare dell’età e con l’insorgere di malattie croniche, come ipertensione o malattie cardiache, per le quali si rende necessaria un’alimentazione priva di grassi, con poche calorie e a basso contenuto di sodio. Diabete, ipertiroidismo e iperparatiroidismo, così come una prolungata assunzione di cortisonici, sono alla base di una pesante interferenza con il normale metabolismo del calcio, che provoca una perdita importante di questo elemento.

Per tutti questi motivi, un ruolo di supplenza importante è quello che le acque ricche di calcio possono giocare. Sempre però che siano contemporaneamente povere di sodio. L’assorbimento frazionale del calcio contenuto nelle acque calciche è stato dimostrato essere assolutamente biodisponibile.

Calcio biodisponibile
Non basta che sia semplicemente presente. E’ importante che sia biodisponibile, cioè che il calcio una volta introdotto attraverso l’acqua non venga eliminato, ma assorbito dall’organismo. Ed è una garanzia, questa, che può essere offerta solo dalle acque minerali che riportano sull’etichetta la scritta “calcio biodisponibile”. Questo tipo di acque, nei casi di lieve carenza, integrano il calcio che si assume normalmente con formaggi e latticini, senza un aumento delle calorie introdotte.

Fonte: [https://www.hydrationlab.it/categoria/acqua-benessere-salute/acqua-ossa]

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Questo articolo ha solo scopo informativo e non ha valore medico, si consiglia la visita con un esperto per valutare le proprie abitudini alimentari

L’acqua aiuta la tua memoria

I processi di elaborazione mnestica

La letteratura scientifica descrive tre fasi principali dei processi di elaborazione mnestica: la fase di codifica, la fase di ritenzione e la fase di recupero. Sebbene non si tratti di stadi necessariamente separati e in sequenza, essi rappresentano l’intero processo dell’elaborazione mnestica.

  1. Fase di codifica: si riferisce al modo in cui l’informazione viene inserita in un contesto di informazioni precedenti. Tale nuova informazione viene trasformata in un codice che la memoria riconosce. Il processo di codifica viene influenzato da diversi fattori, tra cui sia le caratteristiche dello stimolo che fattori emotivo-cognitivi-motivazionali del soggetto;
  2. Fase di ritenzione: in questa fase il ricordo viene consolidato e stabilizzato in una condizione stabile e a lungo termine
  3. Fase di recupero: consiste nel recuperare l’informazione e il ricordo dalla memoria a lungo termine alla memoria di lavoro affinche’ venga utilizzata.

    Fonte: http://www.stateofmind.it/tag/memoria/

Memoria e idratazione

Sono numerosi gli studi che dimostrano come la giusta idratazione sia necessaria per mantenere alta attenzione e concentrazione e per potenziare le capacità mnemoniche. L’insufficiente idratazione può incidere negativamente non soltanto sulle prestazioni fisiche, ma anche su quelle cognitive. Gli effetti negativi di una scarsa idratazione possono essere diversi come vertigini e stanchezza, cui si associano riduzione della concentrazione, dell’attenzione e della memoria a breve termine.

È bene ricordare che giovani e bambini sono maggiormente esposti al rischio di disidratazione rispetto agli adulti a causa del loro elevato rapporto tra superficie e massa corporea. Una disidratazione pari al 2% del peso corporeo comporta una diminuzione significativa della memoria a breve e a lungo termine e dei tempi di reazione ad uno stimolo. In queste situazioni, affinché tutte le capacità intellettive ritornino alla normalità è sufficiente bere un bicchiere d’acqua o due. Quando si studia, inoltre, si ha bisogno della massima lucidità e reattività, a qualunque età. Per ottenere il massimo dell’efficienza cognitiva fondamentale è l’idratazione. Il cervello è l’organo a più alta percentuale d’acqua ed è l’acqua il principale aiuto che gli si può dare.

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Migliora la tua vista con l’acqua

L’occhio

Il bulbo oculare è allocato nella cavità orbitaria, che lo contiene e lo protegge. Essa è una struttura ossea a forma di piramide, con apice posteriore e base anteriore.
La parete del bulbo è formata di tre tuniche concentriche che, dall’esterno verso l’interno, sono:

  1. Tonaca esterna (fibrosa): formata dalla sclera e dalla cornea
  2. Tonaca media (vascolare) detta anche uvea: formata dalla coroide, dal corpo ciliare e dal cristallino.
  3. Tonaca interna (nervosa): la retina.

L’acqua e le lacrime

Le lacrime sono necessarie per tenere gli occhi lubrificati e per fornire una visione chiara. Aiutano a mantenere puliti gli occhi da detriti, come la polvere,  e a ridurre il rischio di sviluppare infezioni oculari. La scarsa idratazione degli occhi porta anche all’irritazione e ciò può rendere anche la vista sfocata. Il collirio può essere utilizzato per lubrificare gli occhi e ridurre i sintomi della secchezza, oltre ad essere utilizzato per lavare l’occhio. Ma il modo migliore per curare gli occhi secchi è bere tanta acqua tutti i giorni.

Assumere quotidianamente la giusta dose di acqua può quindi contribuire a favorire numerose azioni benefiche nei confronti dei nostri occhi, tra cui la protezione stessa dell’occhio. L’azione protettiva dell’acqua risiede nel suo ruolo di “ammortizzatore”: bere la giusta quantità di acqua allevia la stanchezza visiva, soprattutto per chi sta tante ore davanti al computer. Infine favorisce la circolazione ed evita l’insorgere di coaguli: l’acqua fluidifica il sangue, favorendo la circolazione ed evitando la formazione delle famose “macchie rosse” nell’occhio.

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L’acqua per la tua mente

Com’è composto il cervello?

Il cervello, che fa parte dell’encefalo, è l’organo principale del sistema nervoso centrale ed è contenuto nella scatola cranica. Pesa circa 1500 g, con diverse variabili tra individuo e individuo dovute a sesso,età e altri fattori, ed è costituito da circa 200 miliardi di cellule nervose (divise fra neuroni e gliali) che hanno la consistenza di una gelatina solida.
Il cervello umano è suddiviso in 3 aree principali:

  1. Il cervello, che è responsabile dei ricordi, della capacità di risolvere problemi, del pensiero e dei sentimenti. Inoltre controlla il movimento.
  2. Il cervelletto, che si trova nella parte posteriore della testa, sotto al cervello, controlla il coordinamento e l’equilibrio.
  3. Il tronco cerebrale, situato sotto al cervello, di fronte al cervelletto, collega il cervello alla spina dorsale e controlla le funzioni automatiche come il respiro, la digestione, il battito cardiaco e la pressione sanguigna.

Gli effetti della disidratazione sul tuo cervello

Una disidratazione moderata può portare a mal di testa e stanchezza, riduzione della capacità di concentrazione, dell’attenzione e dell’esecuzione di compiti semplici, inoltre in 90 minuti di sudorazione costante perdiamo circa 1 litro di liquidi. Una quantità sufficiente per indurre un “restringimento” dei tessuti celebrali disidratati considerato pari, in termini di quantità, a quello che si registra dopo 14 anni di invecchiamento o in seguito a 2 mesi e mezzo di malattia di Alzheimer, per ovviare a tutto ciò basta bere 1 o 2 bicchieri d’acqua, un gesto tanto semplice quanto importante, capace di riportare alla normalità la situazione.

Non solo. La mente è strettamente legata alla percezione dell’ansia, dello stress, del piacere così come della soddisfazione, poiché custodisce il sistema limbico, sede anatomica della percezione delle emozioni: rinfrescandola, eviterà di surriscaldarsi, facendo “ribollire” le nostre sensazioni.

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