L’acqua per la tua mente

Com’è composto il cervello?

Il cervello, che fa parte dell’encefalo, è l’organo principale del sistema nervoso centrale ed è contenuto nella scatola cranica. Pesa circa 1500 g, con diverse variabili tra individuo e individuo dovute a sesso,età e altri fattori, ed è costituito da circa 200 miliardi di cellule nervose (divise fra neuroni e gliali) che hanno la consistenza di una gelatina solida.
Il cervello umano è suddiviso in 3 aree principali:

  1. Il cervello, che è responsabile dei ricordi, della capacità di risolvere problemi, del pensiero e dei sentimenti. Inoltre controlla il movimento.
  2. Il cervelletto, che si trova nella parte posteriore della testa, sotto al cervello, controlla il coordinamento e l’equilibrio.
  3. Il tronco cerebrale, situato sotto al cervello, di fronte al cervelletto, collega il cervello alla spina dorsale e controlla le funzioni automatiche come il respiro, la digestione, il battito cardiaco e la pressione sanguigna.

Gli effetti della disidratazione sul tuo cervello

Una disidratazione moderata può portare a mal di testa e stanchezza, riduzione della capacità di concentrazione, dell’attenzione e dell’esecuzione di compiti semplici, inoltre in 90 minuti di sudorazione costante perdiamo circa 1 litro di liquidi. Una quantità sufficiente per indurre un “restringimento” dei tessuti celebrali disidratati considerato pari, in termini di quantità, a quello che si registra dopo 14 anni di invecchiamento o in seguito a 2 mesi e mezzo di malattia di Alzheimer, per ovviare a tutto ciò basta bere 1 o 2 bicchieri d’acqua, un gesto tanto semplice quanto importante, capace di riportare alla normalità la situazione.

Non solo. La mente è strettamente legata alla percezione dell’ansia, dello stress, del piacere così come della soddisfazione, poiché custodisce il sistema limbico, sede anatomica della percezione delle emozioni: rinfrescandola, eviterà di surriscaldarsi, facendo “ribollire” le nostre sensazioni.

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Questo articolo ha solo scopo informativo e non ha valore medico, si consiglia la visita con un esperto per valutare le proprie abitudini alimentari

 

Acqua pura? Ecco come

Nell’articolo “Come depuriamo l’acqua che bevi?” vi abbiamo descritto alcune tecniche di depurazione dell’acqua, in questo descriveremo in particolare la filtrazione a flusso trasversale, la quale avviene tramite ad una membrana, descritta nello scorso articolo.

Esistono varie tecniche di filtrazione su membrana, esse sono:

  • Microfiltrazione
  • Ultrafiltrazione
  • Nanofiltrazione
  • Osmosi inversa (Reverse Osmosis, RO)
  1. La microfiltrazione è una tecnica di separazione attraverso membrana in cui particelle molto fini o altro materiale sospeso, con una dimensione delle particelle che va da 0.1 a 1.5 micron (1 µm = 1 × 10−6 m), vengono separate da un liquido. È in grado di rimuovere solidi in sospensione, i batteri o delle altre impurità. Le membrane di microfiltrazione hanno una dimensione nominale dei pori di 0.2 micron.
  2. L’ultrafiltrazione è una tecnica di separazione attraverso membrana in cui particelle molto fini o altro materiale sospeso, con una dimensione delle particelle che va da 0.005 a 0.1 micron, vengono separate da un liquido. È in grado di rimuovere i sali, le proteine e altre impurità rientranti in tale gamma. Le membrane di ultrafiltrazione hanno una dimensione nominale dei pori di 0.0025-0.1  micron
  3. La nanofiltrazione è una tecnica di separazione attraverso membrana in cui particelle molto fini o altro materiale sospeso, con una dimensione delle particelle che va da circa 0.0001 a 0.005 micron, sono separati da un liquido. È in grado di rimuovere i virus, gli antiparassitari ed i diserbanti.
  4. L’osmosi inversa, o RO, è la più fine tecnica di separazione attraverso membrana. La RO separa particelle molto fini o altro materiale sospeso, con una dimensione delle particelle fino a 0.001 micron, da un liquido. È in grado di rimuovere completamente gli ioni metallici ed i sali acquosi.

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Acqua, alleata del tuo cuore

Cos’è il cuore?

Il cuore è un muscolo cavo costituito da un tessuto molto particolare detto miocardio. Si trova nel torace ed è costituito in un involucro, il pericardio che lo isola da altri organi. Ha la forma di un cono con la base in alto e la punta in avanti a sinistra; è grande come un pugno e pesa 280-340 g nei maschi e 230-280 g nelle femmine.

Inoltre il cuore è dotato di una proprietà specifica, cioè quella di contrarsi in modo automatico e ritmico senza alcuno stimolo dall’esterno. Il succedersi ritmico delle quattro fasi costituisce il ciclo cardiaco che corrisponde a un battito e dura 0,8 secondi quindi in un minuto il cuore batte circa 70 volte. Il numero dei battiti prendono il nome di frequenza cardiaca e può variare in base all’età, al sesso, all’attività fisica e allo stato emotivo dell’individuo.

Acqua e cuore

Idratarsi correttamente, attraverso l’assunzione di acqua, vuol dire anzitutto rendere il sangue meno viscoso, riducendo quindi il rischio di trombosi; inoltre i sali contenuti nell’acqua sono fondamentali per un corretto funzionamento cardiaco, come il magnesio, che protegge il muscolo cardiaco aiutando le cellule muscolari a rilassarsi; oppure il calcio che interviene nel processo di coagulazione del sangue e nella contrazione delle cellule muscolari. I sali disciolti nell’acqua tuttavia non sono ben assimilabili quanto quelli che puoi trovare nella frutta e verdura (si parla per l’appunto di biodisponibilità). I nostri prodotti specifici arricchiscono naturalmente l’acqua di magnesio, potassio e calcio in forma biodisponibile attraverso un processo naturale che rende, inoltre, l’acqua alcalina. Un’acqua che è ricca di questi minerali biodisponibili riduce i rischi cardiocircolatori ed eventualità pericolose come l’infarto.

Non si può parlare di cuore, infine, senza un riferimento alla pressione del sangue e alle persone che soffrono di pressione alta, ovvero al di sopra dei limiti normali (80/120 mmHg). Per loro, infatti, a una dieta povera di sodio, seguita su consiglio medico, deve essere abbinata un’acqua oligominerale che favorisca la diuresi e l’eliminazione del sodio in eccesso. È proprio il sodio, del resto, il principale imputato nell’aumento della pressione e nell’affaticamento cardiaco.

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Questo articolo ha solo scopo informativo e non ha valore medico, si consiglia la visita con un esperto per valutare le proprie abitudini alimentari

 

Come depuriamo l’acqua che bevi?

L’acqua che viene distribuita in città o comuni è estesamente trattata. Sono assunte misure di depurazione idrica, in modo da far rispondere l’acqua agli standard idrici correnti.

I metodi di depurazione si possono dividere nella sedimentazione del materiale sospeso, in trattamento fisico/chimico dei colloidi e in trattamento biologico. Tutti questi metodi di trattamento hanno varie applicazioni.

Depurazione fisica dell’acqua

La depurazione fisica dell’acqua riguarda soprattutto le tecniche di filtrazione. La filtrazione è uno strumento di depurazione per rimuovere i solidi dai liquidi. Esistono varie tecniche di filtrazione. Un filtro tipico consiste in un serbatoio, dei mezzi di filtrazione e di un regolatore per permettere il riflusso.

Filtrazione a sabbia

La filtrazione a sabbia è un metodo frequentemente usato e molto robusto per rimuovere i solidi in sospensione dall’acqua. Il mezzo di filtrazione consiste in uno strato multiplo di sabbia con varie dimensioni e pesi specifici. Quando l’acqua attraversa il filtro, i solidi sospesi precipitano negli strati di sabbia come residuo e l’acqua, che è ridotta in solidi in sospensione, esce dal filtro. Quando i filtri sono carichi di particelle si inverte il flusso, per rigenerarli. I più piccoli solidi sospesi hanno la capacità di passare attraverso un filtro a sacco, di modo che è spesso necessaria la filtrazione secondaria

Filtrazione a flusso trasversale

La filtrazione su membrana a flusso trasversale rimuove sia i sali che la materia organica dissolta, per mezzo di una membrana permeabile che permea soltanto gli agenti inquinanti. Il concentrato restante fluisce avanti attraversando la membrana e fuori dal sistema ed il permeato è rimosso, fatto fluire dall’altro lato della membrana. Esistono varie tecniche di filtrazione su membrana, esse sono:

  • Microfiltrazione
  • Ultrafiltrazione
  • Nanofiltrazione
  • Osmosi inversa (Reverse Osmosis, RO)

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L’acqua contro la calcolosi

Dieta e calcoli renali

Per certi versi, il ruolo della dieta nella comparsa dei calcoli renali non è ancora stato pienamente chiarito. Quel che è certo, è che nessun tipo di calcolosi può essere ricondotto unicamente ad un’alimentazione scorretta. Il più delle volte, infatti, alla base del problema esiste una predisposizione di ordine genetico, o comunque una malattia od un disturbo predisponente. Anche per questo motivo non può esistere una dieta precisa ed universale per impedire la formazione dei calcoli renali.

Consigli per evitare la calcolosi

Un’unica raccomandazione trova consenso unanime da parte di medici e ricercatori: per contrastare la formazione di calcoli renali è fondamentale mantenere idratato l’organismo assumendo le giuste quantità di liquidi con la dieta. Così facendo, infatti, le sostanze presenti nelle urine vengono maggiormente diluite, per cui minori sono le possibilità che precipitino e si aggreghino.

Naturalmente è importante non esagerare: l’apporto idrico dev’essere sempre proporzionato al tenore dell’alimentazione e all’attività fisica, e mai esagerato (oltre al rischio di squilibri idro-elettrolitici, il conseguente iper-lavoro di filtrazione renale potrebbe danneggiare la funzionalità dei reni in individui predisposti).

Il trattamento a base di acque oligominerali (trattamento idropinico) non può essere quindi protratto troppo a lungo o condotto con eccessiva leggerezza senza il preventivo consenso medico.

Le giuste quantità di acqua da assumere

In genere, si consiglia un consumo di acqua pari a circa 2/3 litri al giorno, in modo che il volume urinario sia di 2 litri nell’arco delle 24 ore.

Spesso, in presenza dei calcoli renali si consiglia di preferire l’acqua alle altre bevande, scegliendo preferibilmente acque oligominerali e minimamente mineralizzate, in modo da contenere l’apporto di sodio e calcio, il cui aumento nelle urine può favorire la formazione di calcoli. Caffè, e succhi di frutta sono alimenti ricchi di ossalati, per cui il loro consumo andrebbe limitato sopratutto in presenza di calcoli da ossalato di calcio.

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L’acqua ozonizzata per il benessere del tuo intestino

La microfibra intestinale costituisce un ecosistema complesso il cui equilibrio è mantenuto dai rapporti tra le varie componenti del sistema. La flora batterica intestinale è la prima valida barriera dell’organismo contro il rischio di insorgenza di infezioni. Produce infatti diversi antibiotici naturali, le vitamine K e B12 e interviene nei processi metabolici dell’organismo.

Alterazioni quantitative e/o qualitative di questo assetto determinano il fenomeno della disbiosi intestinale, che ha come conseguenza un aumentato tasso di tossine in circolo e in tutti i settori dell’organismo, con progressivo danno a carico di tutti i principali organi.

Fattori che possono portare alla disbiosi

  • Alimentazione scorretta, specie se ricca di carni, grassi e zuccheri raffinati
  • Intolleranze alimentari
  • Trattamenti antibiotici prolungati
  • Contaminazioni alimentari da fertilizzanti e conservanti
  • Eccesso di fumo e alcol, abuso di lassativi e tranquillanti
  • Mancanza di attività fisica
  • Rallentamento della peristalsi intestinale (distensione delle viscere che scatena una contrazione della muscolatura liscia)
  • Stress e attività lavorative frenetiche

L’acqua ozonizzata coadiuva il trasporto di ossigeno alla mucosa intestinale riequilibrando le funzioni del colon e rafforzando le difese immunitarie dell’organismo. L’acqua ozonizzata favorisce i processi detossificanti, in quanto aiuta la rimozione dall’intestino dei residui tossici alimentari.

Si consiglia di bere 4 bicchieri di acqua ozonizzata al giorno a digiuno e di aumentare gradualmente l’assunzione giornaliera di fibre con alimenti naturali (frutta e verdura) fino a circa 30/40 g al giorno.

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L’acqua nella terza età

La cosiddetta “terza età” è caratterizzata da una serie di trasformazioni a cui l’organismo viene lentamente sottoposto, e comportano inevitabili cambiamenti nello stile di vita, con particolare riguardo all’alimentazione.

In particolare viene alterato il meccanismo ormonale che interviene per regolare il bilancio idrico quando diventa insufficiente, da ciò ne deriva una scarsa sensazione della sete e quindi l’esposizione ad un maggior rischio di disidratazione. I segni evidenti sono la secchezza delle mucose, il senso di affaticamento, crampi muscolari, perdita dell’ appetito. L’equilibrio idrico dovrebbe essere mantenuto preferendo l’acqua.

Come evitare la disidratazione:

  1. Bere prima di avvertire la sete: il corpo produce ogni giorno, in condizioni di riposo, circa mezzo litro di sudore che in estate raggiunge i 2 litri. L’acqua alcalina arricchita con minerali selezionati aiuta a favorire il reintegro idrico.
  2. Bere regolarmente: bere acqua ozonizzata favorisce la riduzione della probabilità di incorrere in patologie delle vie urinarie in quanto agisce da antibatterico e virustatico naturale. Inoltre bere due bicchieri di acqua alcalina è di ausilio per la non precipitazione dei sali, responsabili delle problematiche che talvolta influiscono sulla funzionalità renale.
  3. Durante i pasti: è consigliabile accompagnare ciascun pasto con acqua ozonizzata che, essendo leggera, non appesantisce la digestione. Mentre dopo i pasti è consigliabile bere acqua alcalina che aiuta a tamponare l’eccesso di acidi che possono crearsi in seguito ad un pasto eccessivamente ricco di proteine.
  4. La sera: è consigliabile, dopo cena, assumere bevande detossificanti e depurative come the e tisane, impiegando nella loro preparazione acqua alcaline.

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Ecco come l’acqua migliora il tuo rendimento lavorativo

Lo stress da lavoro è una realtà sempre più incombente e l’idratazione svolge un ruolo fondamentale. Qualunque sia il tipo di mansione svolta, in ufficio o attraverso un’attività più dinamica, l’acqua è fondamentale anche sul posto di lavoro.

Numerosi studi hanno dimostrato come la disidratazione interferisce con le capacità cognitive, riducendo l’attenzione e influenzando negativamente i processi decisionali. Invece, per chi svolge un lavoro più energico, una lieve disidratazione può comportare, oltre a difficoltà di concentrazione, anche una maggiore stanchezza e senso di fatica.

Come migliorare il tuo rendimento lavorativo assumendo le giuste dosi d’acqua:

  1.  Appena svegli: bere un bicchiere d’acqua leggera o alcalina al mattino, a digiuno, aiuta l’organismo a combattere la pigrizia e ad affrontare la giornata con grinta ed energia;
  2. Prima di arrivare al lavoro: avere una bottiglia d’acqua sempre a portata di mano trasformerà il bere in un’azione semplice. Particolarmente i pendolari possono utilizzare questo stratagemma prima di arrivare in ufficio. L’acqua alcalina aiuta infatti ad affrontare i ritmi frenetici quotidiani;
  3. Bottiglia sulla scrivania: è buona abitudine posizionare una bottiglia d’acqua vicino alla propria postazione per non dimenticarsi di bere. Questo aiuterà a preferire l’acqua alle bevande ipercaloriche. L’acqua ozonizzata aiuta inoltre a mantenere l’ossigeno nel sangue a livelli normali;
  4. Durante la giornata: l’ideale sarebbe assumere un bicchiere d’acqua ogni ora circa. Bere acqua ozonizzata con regolarità contribuisce a mantenere il metabolismo attivo nel corso di tutta la giornata;
  5. Durante i pasti: assicuratevi di avere sempre dell’acqua a disposizione, in modo da assumere un minore quantitativo di calorie, così da evitare le abbuffate. Durante i pasti si consiglia di assumere acqua ozonizzata perchè leggera, mentre dopo i pasti acqua alcalina.

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Parliamo di ritenzione idrica

Il corpo umano è composto per il 70% da acqua e quando non è sufficientemente idratato, come “meccanismo di difesa” trattiene l’acqua che va ad accumularsi negli spazi extracellulari causando gonfiore, soprattutto nelle estremità del corpo.

Il problema della ritenzione idrica è un problema comune che può avere origini diverse, che possono variare dal sovrappeso ad un alimentazione non equilibrata, ad esempio una ricca in sodio e povera di acqua e fibre.

Gli errori più comuni nella dieta:

  • Bere poca acqua
  • Utilizzo eccessivo di sodio, contenuto nella maggior parte dei prodotti industriali
  • Ridotto consumo di verdura

Come capire se soffri di ritenzione idrica?

  • Il tuo peso oscilla e varia continuamente, anche di 500 grammi da un giorno all’altro
  • Ti svegli con le palpebre gonfie
  • Noti un segno bianco se premi la pelle per qualche istante
  • Soffri di mal testa e ti senti spesso stanca/o e appesantita/o

Le acque vegetali possono rappresentare un’alternativa per favorire l’assunzione di componenti bioattivi che possono attivare i naturali processi metabolici (es. cannella, peperoncino, bacche di goji e zenzero) oppure contrastare la ritenzione idrica e la formazione di cellulite.

Puoi preparare la tua acqua vegetale detossificante e depurativa utilizzando acqua leggera e aggiungendo alla tua dieta cibi con proprietà detossificanti, drenanti e depurative come cetrioli, lime e menta oppure ananas, limone e zenzero; in alternativa puoi abbinare un’insalata con cereali integrali (orzo, farro ecc.), avocado e salmone grigliato.

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Proteggi la tua casa con l’acqua ozonizzata

Ciascun animale domestico può trasportare dall’esterno sporcizia e parassiti in grado di colonizzare la casa. Le coperte su cui il tuo cane o gatto ama sdraiarsi e rotolarsi si sporcano facilmente: impronte di fango, peli e tracce di urina rendono il tessuto sporco e maleodorante, per cui è necessario non solo lavare accuratamente, ma soprattutto sanificare

Per evitare possibili reazioni allergiche al tuo amico a 4 zampe è inoltre sconsigliato lavare le coperte della cuccia con prodotti aggressivi contenenti candeggina o ammoniaca, sono invece da preferire i prodotti naturali

Come può aiutarti l’acqua ozonizzata:

  • Garantisce una completa disinfezione
  • Non rilascia residui tossici
  • Riduce la crescita batterica cutanea
  • Agisce come antibatterico e antinfiammatorio
  • Combatte o previene lievi manifestazioni di dermatite

L’acqua ozonizzata può essere applicata sul manto e sulla cute degli animali domestici, garantendo ai nostri piccoli amici una completa disinfezione. Può essere utilizzata anche per igienizzare gli oggetti che vengono a contatto con cani e gatti, come le coperte, le ciotole e la cuccia, prolungando la durata e l’efficacia della pulizia tradizionale.

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